Per una pausa di riflessione

Nelle alte Centovalli, paesaggio devastato

Nelle alte Centovalli, paesaggio devastato

Chi non ha ammirato le faggete delle Centovalli, fitte, estese, armoniose, che conferiscono al paesaggio una straordinaria morbidezza, un senso di grande naturalità e vitalità? Perlomeno nelle alte Centovalli, in zona Moneto, queste qualità sono compromesse. Colpa dei forestali e dei proprietari, in primis il Patriziato di Borgnone. Già solo dalla strada che percorre la Valle si vedono numerosi e ampi varchi nel bosco; sono i corridoi d’esbosco del legname, effettuato tramite teleferiche. Addio bellezza! Come si fa in coscienza a fare una cosa del genere? Siamo nei continenti del brutto e del deforme. Per quale accidenti di ragione i forestali del Cantone, diretti in zona dall’ingegner Giovanni Galli, promuovono e autorizzano interventi che divorano la natura? Qui siamo funestati da un desolante cattivo gusto. Non è certo lo sbandierato obiettivo di sostenere la biodiversità che si può invocare per giustificarli, né quello di migliorare la stabilità del bosco. Questi boschi sono in prevalenza giovani, sono stabili. Non c’era e non c’è niente da migliorare. Non è solo il paesaggio ad essere ferito, vi sono altre criticità, di tipo ecologico e ambientale, su cui abbiamo scritto in questo sito. Il fatto è che vige una visuale del bosco materialista, il bosco è un oggetto economico, non una realtà viva, che ha dignità. Sono criteri irricevibili, senza capo né coda. Se almeno vi fosse un sano riscontro economico; questi tagli sono per la maggior parte deficitari, paga il cittadino. Come la mettiamo con le finanze del Cantone in crisi?

Purtroppo sono modelli di pensiero poco lusinghieri che stanno prendendo piede in varie zone del Cantone. Si voltano le spalle ai territori delle valli.

E lo spirito dei luoghi? Cosa ne sarà? È pericoloso fregarsene, non porta fortuna.

Precisiamo che di principio non siamo contrari ai tagli, diciamo “semplicemente” che richiedono prudenza, misura, pianificazione e conoscenza del bosco.

Cioè ragionare prima di agire. Ci chiediamo se il Patriziato semplicemente ubbidisca ai funzionari con i loro formulari, o se abbia coscienza di una propria responsabilità nei riguardi delle sue proprietà