Per una pausa di riflessione
Tagli di bosco sui monti di Ronco sopra Ascona e Losone
Il paesaggio in zona Corona dei Pinci è sotto tiro, manomesso da tagli forestali sbagliati e dalla costruzione di una strada che riteniamo
esagerata. Si interviene su un patrimonio di grande importanza, che assume valori fondamentali. La popolazione ci tiene. Lo caratterizzano
vaste, belle faggete, che negli ultimi decenni sono evolute molto bene. Proteggono la montagna, sono naturalisticamente importanti, sono
semplicemente molto belle. Vi si percepisce un forte senso di naturalità. Percorrendone i sentieri si ha l’impressione di una natura forte.
Quanto ora avviene è una manomissione di questo patrimonio di tutti. Si eseguono estesi tagli rasi, che comportano l’allontanamento completo
della copertura arborea, mentre è indicato, semmai, il taglio selettivo (il diradamento), che lascerebbe sempre una sufficiente copertura
arborea. Questi tagli rasi, che non possiamo non definire brutali, sono l’espressione di una selvicoltura primitiva, che vede il bosco quale
fabbrica di legname. Si lavora non con la natura, bensì contro la natura. È deludente che il Servizio forestale operi in base a concetti antiquati,
non ragionati. Lasciamo da parte la questione a sapere se gli interventi in atto siano legali, cioè compatibili con la legislazione forestale, per
rilevare sinteticamente alcuni aspetti che i promotori a nostro parere travisano (riservandoci di ritornarci approfonditamente).
I PERICOLI NATURALI
Si argomenta che i tagli potranno migliorare la stabilità del bosco e quindi potenziarne l’idoneità a proteggerci contro i pericoli naturali (quali?).
Prima di tutto non è dato che attualmente sia instabile, anzi. È denso, ciò che non significa che sia in uno stato precario. Le modalità di taglio
che vediamo applicate aumentano i pericoli. Almeno un’area di taglio è per esempio disposta secondo la linea di massima pendenza; pertanto
localmente potranno facilmente prodursi cadute di sassi. Notevole sottolineare la generale forte pendenza dei pendii; consiglia prudenza.
A seguito degli interventi operati, già ora si osservano fenomeni di erosione.
BIODIVERSITÀ, ECOSISTEMA FORESTALE
Le aree di taglio risultano “spazzate”. La scarsità di legna di grande dimensione (a terra), si ripercuote negativamente sulla biodiversità;
sappiamo quanto questo elemento sia decisivo per la salute del bosco e la sopravvivenza di un grandissimo numero di specie. L’erosione del
suolo è un fatto grave, innesca fenomeni di degrado; nei suoli si ritrova di gran lunga la maggiore biodiversità all’interno di un ecosistema
forestale (e non solo forestale). Si deve considerare che la formazione dei suoli richiede secoli, millenni. Nelle aree di taglio, a seguito di un
maggiore apporto di luce vi sarà un maggior numero di specie vegetali, come suggerito dai forestali? Non in quelle condizioni; la faggeta, per
natura, ha uno strato erbaceo relativamente modesto. Vi è per contro il pericolo che negli spazi aperti si istallino specie invasive; il fenomeno
è appariscente nelle aree a quote minori, in zona Arcegno. Si hanno in conclusione, nell’insieme, risultati opposti a quelli desiderati.
CLIMA
La legna è generalmente vista quale fonte di energia rinnovabile indigena a ciclo chiuso, in quanto la sua combustione restituisce
all’atmosfera unicamente l’anidride carbonica (CO 2 ) che l’albero assorbe nella sua crescita. Il bilancio sarebbe neutro, emissione e
assorbimento sarebbero bilanciati, l’insieme sostenibile. Sembra tutto logico e piano. Le cose non scivolano via così lisce. Si consideri che
per assorbire le quantità di CO 2 emesse dalla combustione della legna i giovani alberi venuti a sostituire quelli tagliati necessitano tempi
molto lunghi. Invece di tagliare il bosco si offre l’alternativa di lasciarlo crescere; continuerebbe ad assorbire senza interruzione grandi
quantità di CO2, per decenni e decenni (forse secoli); tale lato delle cose non è stato assolutamente considerato. La dottrina ufficiale, che
vede l’albero soprattutto quale combustibile, nasconde ulteriori criticità, che potranno essere esposte più in là. Le argomentazioni esposte
sulle tavole informative posate sono semplicistiche. Si può a giusta ragione pensare che i tagli in atto rafforzino i cambiamenti climatici.
PAESAGGIO
Ne abbiamo scritto sopra. Diciamo in sintesi: addio bellezza. Ne va di mezzo l’anima dei luoghi. Entrano in gioco aspetti culturali e interiori, sistematicamente ignorati dai tecnici.
ETICA
La natura non è solo materia, è anche spirito. Prego: rispetto per il mondonaturale!
