Per una pausa di riflessione

Giugno 2026. Gita per la popolazione

RADICE VIVA IN AZIONE

Radice Viva ha organizzato, lo scorso 20 giugno, una prima visita ai boschi della Corona dei Pinci che hanno subito tagli giudicati esagerati. Ha risposto all’appello un bel gruppo di cittadini preoccupati per quanto i forestali del Cantone stanno facendo. Ben vista è stata la presenza di Andrea Pedrazzini, Capo del Servizio forestale cantonale, e di Giovanni Galli, responsabile del Corpo forestale regionale. Non si è fatto vivo il proprietario del bosco, il Patriziato di Losone, il che è sintomatico. Sono emerse nel vivo le numerose criticità sollevate in precedenti occasioni da Radice Viva, di ordine ambientale, naturalistico e paesaggistico in particolare.

Punto condiviso dai forestali intervenuti è l’eccessiva estensione degli tagli; non era voluta, è stato un incidente, ci è stato detto. Qui si ringrazia per l’apertura. Sostanziali disaccordi sono per contro emersi per quanto riguarda la giustificazione dei tagli. I funzionari hanno ribadito la loro visione del bosco, che Radice Viva non ritiene al passo con i tempi. L’approccio è quello del bosco che funziona solo se sottoposto a tagli; il bosco a medio e lungo termine, se non si interviene con la motosega, non proteggerebbe la montagna e gli abitati dai pericoli naturali (caduta sassi, scoscendimenti, ecc.). Per dirla tutta: il bosco secondo tale modello di pensiero non sarebbe autonomo, la sua evoluzione spontanea è vista male.

Radice Viva invece sostiene che la crescita naturale delle faggete in zona Corona dei Pinci è un fatto positivo; non si pongono problemi di nessun genere, né ora né domani, neppure sotto l’aspetto dei pericoli naturali. Per Radice Viva gli interventi non si giustificano. Le motivazioni sono in realtà unicamente economiche. Si aggiunge che scopi e modalità d’intervento sbandierati dai documenti ufficiali non corrispondono a quanto avviene sul terreno. Le tavole informative in posto parlano di interventi calibrati, nella realtà dei fatti si opera grossolanamente. Si punta il dito sul posizionamento dei tagli sulla linea di massima pendenza, non obliquamente al pendio, come semmai sarebbe prudente. I tagli eseguiti in effetti intaccano invece di migliorare la stabilità del terreno. Importante rilevare che compromettono il valore paesaggistico di un comparto molto esposto e sensibile. Quanto si vede è semplicemente brutto. Grande apprensione emerge dalla volontà dei promotori, il Patriziato di Losone, sostenuto dai funzionari forestali, di proseguire sulla via tracciata. Non si cura il bosco, lo si sfrutta, oltretutto con i soldi del contribuente.

Radice Viva non starà a guardare; l’incontro in parola è solo una prima avvisaglia di quanto potrà fare per contrastare la distruzione del paesaggio forestale. Purtroppo si ha l’impressione che il corpo forestale operi in una sua bolla, che la popolazione e gli esperti esterni non abbiano voce in capitolo. Quanto si fa non è democratico. Destano apprensioni anche gli interventi forestali in zona Arcegno, dove si assiste, a zone, a una vera e propria devastazione del bosco. Vengono ad esempio impietosamente eliminati vecchi castagni, che con le loro cavità offrono ambienti per numerose specie, uccelli e piccoli mammiferi. I tagli hanno favorito l’attecchimento di 2 specie invasive, e ciò in comparti molto frequentati e apprezzati dalla popolazione. Si lamenta il fatto che i tagli avvengono anche durante la stagione di nidificazione! È grave! Nei boschi di Arcegno vi sono massi cuppellari, riconosciuti quali importanti e affascinanti testimonianze di epoche lontanissime. Ebbene, come ci ha informato un partecipante, le funi d’esbosco del legname li hanno sfiorati; è stato messo a repentaglio un grande patrimonio culturale. L’azienda forestale del Patriziato di Losone, esecutrice dei tagli, non è seguita bene (la direzione dei lavori spetta ai forestali del Cantone). Rimane aperta anche la questione dei mezzi pesanti che transitano sulle strade forestali della zona, che hanno una capacità di carico ferma a 16 tonnellate, limite non rispettato.Comune e Patriziato di Ronco sopra Ascona “lasciano passare”. La comunità dovrà neglianni far fronte agli inevitabili danni.

COSA CHIEDE RADICE VIVA
  • l’abbandono dei tagli rasi;

  • un generale maggior rispetto della proprietà altrui, l’apertura al dialogo con il cittadino;

  • un consistente ridimensionamento dei progetti di taglio alla Corona dei Pinci;

  • un urgentissimo e totale riesame delle pratiche forestali sull’intero comparto Losone-

Arcegno, che tenga conto del suo valore naturalistico, sociale, ambientale, paesaggistico,

culturale ed etico; un’attenta e professionale direzione dei lavori.

Radice Viva, giugno 2026